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LA CARTA DEI SERVIZI (sintesi del documento) COS'È
- A COSA SERVE |
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Il
presente documento, elaborato e adottato dal Circolo Didattico "Nosside"
secondo le direttive del Ministro alla P.I. e conformemente allo schema generale
di riferimento definito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto
del 7.6. 1995, ha la funzione di definire i principi fondamentali cui la Scuola
si ispira e le coordinate dentro cui essa opera, al fine di rendere trasparente,
comprensibile, accessibile e condivisibile l'agire istituzionale.
I principi,
i criteri e le regole che nel documento vengono esplicitati
costituiscono il quadro di riferimento essenziale per il personale della
Scuola, ma rappresentano altresì, per le famiglie degli alunni (l'utenza!), una
bussola per orientarsi nella mappa delle azioni scolastiche, per comprendere il
senso e la direzione, collaborare alla loro attuazione, valutarne la congruenza
e l'efficacia.
Il PIANO
EDUCATIVO D'ISTITUTO, la PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA, i
PROGETTI EDUCATIVI,
le PROGRAMMAZIONI
DIDATTICHE definiscono concretamente
l'orizzonte operativo dei principi enunciati dalla presente Carta, della quale
costituiscono altrettanti allegati.
PRINCIPI
FONDAMENTALI
PREMESSA
Essa fa altresì propri i principi
indicati dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 7.6.1995,
che nel presente documento vengono concretamente tradotti in
criteri-guida, regole e direttive per l'operato scolastico.
UGUAGLIANZA E
IMPARZIALITÀ
La
scuola opera nel pieno rispetto delle diversità individuali, promovendo azioni
organizzative, pedagogiche e didattiche per rimuovere condizionamenti negativi e
pregiudizi, valorizzando lo scambio, il confronto, la piena accettazione
dell'altro.
Il Circolo ispira
inoltre i propri comportamenti al principio di imparzialità e di equità
individuando criteri chiari e precisi cui informare l'erogazione del servizio.
In particolare:
a)
Riserva pari accoglienza a tutti gli alunni che chiedono l'iscrizione
alle scuole dell'Infanzia e Primaria, utilizzando, in caso di eccedenza delle
richieste, seri, trasparenti e accettabili criteri di non ammissione.
c)
Adotta progetti di educazione al rispetto della diversità personale,
sociale, culturale, razziale, religiosa.
d)
Attua strategie e programmi di compensazione dello svantaggio
socio-culturale, destinandovi le risorse umane disponibili e utilizzando le
opportunità offerte dalle norme contro la dispersione scolastica.
e)
Inserisce nel curricolo contenuti riguardanti la storia e la cultura dei
paesi di origine degli alunni stranieri per favorirne il processo di identità e
di interazione.
f)
Crea condizioni ambientali e organizzative favorevoli ad una valida
integrazione degli alunni portatori di handicap e si adopera per ottenere dalle
altre istituzioni (Provveditorato agli Studi, USL, Comune, Regione) interventi
atti a facilitarne l'inserimento quali l'abbattimento delle barriere
architettoniche, l'équipe multidisciplinare, l'assistenza psicopedagogica e
ausiliaria, attrezzature e sussidi.
g)
Collabora con altre istituzioni ad iniziative riguardanti i minori di un
territorio a rischio.
h)
Mette in atto soluzioni orarie e organizzative che impediscano alla
minoranza di alunni non avvalentisi dell'insegnamento della religione cattolica
di sentirsi discriminati, adoperandosi altresì perché la permanenza a scuola
dei medesimi durante le ore di religione cattolica sia pienamente valorizzata.
i)
Utilizza criteri oggettivi e atteggiamenti imparziali nella valutazione
degli alunni.
j)
Opera una giusta distribuzione delle risorse tra le varie scuole del
Circolo e si adopera per l'uguale qualità formativa del servizio al loro
interno.
k) Definisce in maniera imparziale i carichi di lavoro tra il personale
docente, amministrativo ed ausiliario, rifuggendo tuttavia da qualsiasi sciatto
egualitarismo e riconoscendo i meriti professionali individuali
"obiettivamente" emergenti.
l) Riserva uguale accoglienza e trattamento a tutti i genitori degli alunni,
da cui la scuola esige rispetto delle regole istituzionali.
DIRITTO
DI SCELTA, OBBLIGO SCOLASTICO
In particolare;
- Bambini
in lista nell'anno scolastico precedente residenti o domiciliati nel territorio
della scuola richiesta;
- Presenza
di altri fratelli in atto frequentanti la stessa scuola;
c) Al
fine di un attento controllo dell'assolvimento dell'obbligo scolastico la
Scuola, acquisita annualmente la leva degli obbligati, invita le famiglie ad
iscrivere i bambini entro i termini prescritti o, in caso di scelta di una
scuola diversa, a comunicare il nome della medesima.
e) L'assolvimento
dell'obbligo scolastico degli
alunni con gravi handicap avverrà concordando con le famiglie orari e modalità
di frequenza, rendendo compatibili, attraverso una adeguata flessibilità, i
tempi della scuola con quelli delle cure e della riabilitazione.
a)
Si impegna verso
un'organizzazione che, anche in assenza di docenti o operatori amministrativi,
consenta la regolare e qualificata erogazione del servizio;
b)
Rimuove cause di eventuali
disservizi se interni all'Amministrazione scolastica e si adopera per la
rimozione di essi se dipendenti da soggetti esterni alla Scuola.
In caso di emergenze o situazioni
critiche nei servizi di competenza del Comune o di altre Amministrazioni,
concorda con gli Organi Collegiali o il Comitato dei genitori eventuali azioni
da esperirsi in merito;
c) Sensibilizza
e sollecita le istituzioni che concorrono al governo della scuola. In
particolare, si adopera nei confronti dell'Amministrazione comunale perché
venga assicurato il servizio ausiliario, di trasporto, di mensa e di
manutenzione ordinaria degli edifici, quali condizioni indispensabili per il
buon funzionamento della scuola;
d) In caso di scioperi del personale, qualora vi siano adesioni:
- Informa
le famiglie, entro cinque giorni, delle prevedibili modalità di funzionamento
del servizio o, in caso di adesione generalizzata, della sospensione
dell'attività didattica;
- Organizza
il personale non scioperante in modo da garantire i servizi
minimi
essenziali.
e)
In
caso di
assemblea sindacale informa le famiglie degli alunni tramite avviso scritto sul
diario dei medesimi, verificandone la notifica attraverso il controllo della
firma di uno dei genitori.
ACCOGLIENZA
ED INTEGRAZIONE
Consapevole
che i primi contatti con l'istituzione diventano fondamentali per la percezione
che il bambino assume della scuola e di sé scolaro, e al fine di costruire un
rapporto di conoscenza, scambio e fiducia con le famiglie, si definiscono le
seguenti azioni:
a)
Incontro della Direzione Didattica nel mese di settembre con tutti i
genitori delle prime classi in presenza dei docenti delle medesime, per
presentare la scuola, la sua organizzazione, le sue scelte di fondo.
b) L’incontro dei docenti dei singoli moduli didattici con i genitori
degli alunni delle prime classi entro i primi quindici giorni di lezioni, per
una reciproca conoscenza e per informazioni circa le coordinate di lavoro
prescelte.
c)
Attenzione
a quanto i genitori ritengono riservatamente segnalare alla scuola circa
eventuali problemi, bisogni, atteggiamenti e comportamenti di cui tener
necessariamente conto nell'approccio con gli alunni.
d)
Predisposizione di questionari per le famiglie e di adeguate prove di
ingresso per gli alunni per conoscere individualmente i medesimi, il loro
retroterra di esperienze e conoscenze, le abilità già acquisite, le
attitudini, gli interessi e le eventuali difficoltà.
e) Programmazione di attività che aiutino i bambini ad incontrarsi
felicemente con la scuola, ad esprimersi liberamente, ad avere fiducia in se
stessi (giochi collettivi, ascolto di fiabe, racconti, attività motorie e
musicali ecc).
f)
Possibilità per i genitori delle prime classi di accompagnare i figli in
aula per la prima settimana di lezioni e per i genitori della scuola materna di
attardarsi nelle sezioni per il periodo dell'inserimento.
g)
Provvedimenti atti a favorire l'accoglienza dei bambini con difficoltà
conclamate e in particolare:
-
scelta degli spazi scolastici più facilmente raggiungibili e che
presentino le più agevoli condizioni di permanenza;
-
possibilità per i genitori di accompagnarli fin dentro i locali della
scuola per tutto l'anno scolastico;
-
destinazione di specifiche
risorse umane (docenti di sostegno e, ove necessaria, assistenza ausiliaria),
uso di sussidi, attrezzature e supporti materiali adeguati
Tali principi trovano più chiara e
concreta espressione nelle seguenti direttive:
a)
La partecipazione alla vita
della scuola si realizza attraverso i propri Organi Collegiali, la cui
istituzione risale al D.P.R. 416 del 31/5/74 e le cui modalità di funzionamento
sono definite dal Regolamento di Circolo.
Gli Organi Collegiali della
scuola a cui è prevista la partecipazione dei genitori sono:
Ciò farà si che i rappresentanti dei
genitori, al di là di ogni autoreferenza, siano i portavoce di tutte le
famiglie.
c)
Il Collegio dei Docenti
della scuola primaria e dell'infanzia e il Comitato di valutazione del
servizio dei docenti sono Organi Collegiali a carattere tecnico e
prevedono la partecipazione dei soli docenti.
- Carta dei servizi scolastici e
Regolamento d'Istituto.
- Piano
educativo d'istituto,
programmazione educativa,
progetti, programmazione curricolare: rilasciati a partire dall'assemblea
del mese di ottobre.
Tabella dell'orario di lavoro dei
dipendenti (orario dei docenti; orario, funzioni e dislocazioni del personale
amministrativo, ausiliario);
Organigramma degli Uffici(Direzione,
servizi);
Organigramma degli Organi Collegiali;
Organico del personale docente e ATA;
Albi d'Istituto.
f) Sono
altresì resi disponibili appositi spazi per le comunicazioni sindacali e dei
genitori.
In
particolare:
- Cura che ogni operatore coinvolto nel progetto complessivo, svolga con diligenza e senso di responsabilità le proprie funzioni ed i propri compiti, avendo sempre presenti le finalità istituzionali della scuola.
-
Adotta moduli organizzativi, didattici, amministrativi e ausiliari
funzionali agli obiettivi programmati e agli standard di qualità.
-
Si adopera per ottenere dalle altre Amministrazioni i supporti necessari
alla migliore organizzazione didattica e alla più efficace offerta formativa
(mensa, trasporti, struttura, servizi ausiliari).
-
Definisce gli orari di servizio e di lavoro in funzione alle necessità
apertura della scuola e di bisogno dell'utenza.
- Attua una
politica di bilancio improntata alla massima trasparenza e convenienza per la
pubblica amministrazione, puntando al totale investimento e al migliore impiego
delle risorse finanziare, nel rispetto delle norme vigenti. (Comparazione tra
almeno tre offerte, gara in regime di segretezza, qualità dei beni acquistati
ecc.)
LIBERTÀ
DI INSEGNAMENTO ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE
La
libertà d'insegnamento, che trova il suo fondamento nella Costituzione
italiana, è intesa quale autonomia didattica e libera espressione culturale del
docente.
L'esercizio
di essa tende a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni
culturali, la piena formazione della personalità degli alunni.
In
particolare:
a)
La libertà
d'insegnamento all’interno dell'istituzione scolastica si esprime:
-
nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola;
-
nel rispetto della personalità, della coscienza morale e civile
dell'alunno e del suo diritto allo studio;
-
all'interno di un'organizzazione collegiale che postula il confronto, lo
scambio, la condivisione responsabile e la gestione unitaria del progetto
didattico ed educativo adottato dal team dei docenti;
-
nel quadro
delle finalità generali, dei compiti e degli obiettivi prescritti dai nazionali
programmi
-
in
armonia con gli obiettivi della programmazione educativa adottata dal Collegio
Docente.
b)
La libertà
d'insegnamento, come qualsiasi altra forma di libertà, presuppone per la sua
reale espressione la possibilità di opzione tra alternative possibili ed
implica, pertanto, la conoscenza e il continuo aggiornamento in ordine alle
teorie psico-pedagogiche, alla ricerca disciplinare, alle metodologie e tecniche
didattiche, alle problematiche relazionali.
c)
La
Scuola, cui compete una attenta e qualificata risposta alla istanze di
miglioramento professionale, concretizza nel PEI la propria politica di
"formazione in servizio" del personale, tenendo conto dei bisogni
espressi dai docenti, delle innovazioni introdotte dalla riforma dei programmi e
degli ordinamenti, degli input provenienti dalla ricerca e dalla
sperimentazione.
Elabora a tal fine il proprio piano annuale o pluriennale di formazione in servizio, ricorrendo ai finanziamenti ministeriali e regionali o utilizzando opportunità formative offerte dall'Amministrazione scolastica, dagli IRRSAE (Istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento), da associazioni professionali e culturali presenti sul territorio.
Nomina
un proprio responsabile della formazione.
PARTE PRIMA
AREA
DIDATTICA
FUNZIONE
DOCENTE E PROGETTAZIONE
La
funzione docente nella scuola é intesa quale esplicazione essenziale
dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo
all'elaborazione
di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e al]a
formazione umana e critica della loro personalità.
La
scuola, utilizzando le competenze professionali presenti al suo interno, le
collaborazioni offerte dai genitori e il supporto di altre istituzioni, espleta
il proprio compito di istruire e educare secondo le specifiche finalità dei
Programmi nazionali.
In
particolare:
a) la Scuola
dell'Infanzia:
-
concorre a promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini dai
tre ai sei anni di età, intervenendo sistematicamente per la maturazione della
loro identità personale, per la conquista dell'autonomia e per lo sviluppo
della competenza dei sistemi simbolico - culturali (Orientamenti Programmatici
per la Scuola materna);
-
pone al centro dell'esperienza scolastica il bambino e utilizza quale modalità
di intervento l'attività ad esso più confacente, ossia il gioco in tutte le
sue forme ed espressioni;
-
parte dall'esperienza personale e dai vissuti propri di ogni bambino per
arricchire il percorso di crescita ed aiutarlo a superare difficoltà di ordine
personale e sociale con cui egli dovesse presentarsi a scuola;
-
opera nel rispetto degli Orientamenti programmatici del 1991;
b) la Scuola Primaria
- ha come
fine la formazione dell'uomo e del cittadino, come compito specifico l'alfabetizzazione
culturale e, quale impegno essenziale, l'educazione alla convivenza democratica;
-
svolge il proprio compito modulando sull'età degli alunni e sulle loro
caratteristiche il proprio intervento, le proprie metodologie e strategie
didattiche ed educative;
-
ritiene essenziali le dimensioni costruttive e socializzanti dei processi
didattici;
-
mette in campo le proprie risorse perché ogni alunno raggiunga il
"proprio massimo" e possa vivere l'esperienza scolastica con serenità;
-
opera per costruire il senso dell'impegno attivo e costante, individuando
e persistendo nelle azioni di responsabilizzazione degli allievi anche tramite
il coinvolgimento delle famiglie;
-
attua
un'organizzazione didattica e oraria che rispetti i principi di igiene mentale e
fisica e il tempo di vita extrascolastica dei ragazzi:
c)
Responsabili
dei progetti educativi per entrambe le scuole sono i Collegi docenti.
Tali
Organi programmano annualmente l'azione didattica ed educativa, il piano per la
continuità con le altre scuole, il proprio calendario di attività e il proprio
piano di formazione professionale.
d) La complessità della funzione docente
e i nuovi compiti ad essa connessi sollecitano il protagonismo e una nuova
qualità dell'impegno del corpo docente, chiamato a contribuire attivamente alla
definizione delle scelte educative, culturali ed organizzative.
A
tal fine vengono formati gruppi di lavoro e commissioni interne ai Collegi Docenti
con specifica responsabilità progettuale, di studio e di lavoro in ordine ai
seguenti ambiti:
Coordinamento delle attività di
programmazione, verifica e valutazione dell'intervento didattico, educativo ed
istituzionale.
Inserimento e integrazione degli alunni
diversamente abili.
Continuità educativa tra scuola
dell'infanzia, primaria e media.
Formazione in servizio dei
docenti.
Educazione alla salute.
Educazione ambientale.
Arricchimento dell’offerta formativa e piano delle attività
aggiuntive.
Dispersione scolastica.
e)
L'attività di progettazione da parte
dei docenti di entrambe le scuole si esprime ai seguenti livelli:
Programmazione
educativa.
É un documento elaborato e adottato dal Collegio dei docenti
relativamente a:
-
analisi delle condizioni, delle dinamiche dei fattori e dei
contesti da cui scaturiscono i bisogni formativi;
-
articolazione delle risposte che la scuola intende prospettare in termini
di obiettivi;
-
percorsi formativi attraverso cui perseguire gli obiettivi.
I
percorsi vengono poi concretamente tradotti in azioni formative e didattiche
attraverso i progetti educativi e la programmazione curriculare e didattica.
Progetti educativi
Sono predisposti dal Circolo e hanno quali tempi di realizzazione l'intero corso primario.
Essi
vertono su tematiche di grande rilievo come la salute, l'identità, la diversità
personale, sociale, culturale e razziale, le regole e la sicurezza stradale,
l'ambiente, ecc.
Programmazione
didattica
Elaborata
dai docenti delle classi parallele del Circolo per la parte curriculare
(obiettivi e contenuti) e dai docenti dello stesso team di modulo per la parte
organizzativa ed operativa (metodologie, tecniche didattiche, orari, unitarietà,
individualizzazione ecc.), essa traccia i percorsi didattici
della classe
cui si riferisce, adattando ai vari gruppi di livello e ai singoli alunni
l'azione didattica.
Viene
verificata in itinere e riadeguata in rapporto alle situazioni concrete che si
vanno determinando.
Giacché
tratta specificamente anche dei percorsi di singoli alunni, di cui analizza
situazioni e problemi, essa viene consegnata in fotocopia, su richiesta, solo
relativamente alla parte curriculare.
Oltre
ai documenti di cui sopra, la Scuola elabora:
Il
Piano Educativo d'Istituto
É il documento che contiene le scelte culturali, educative ed organizzative
della Scuola, i criteri di uso delle risorse e il piano annuale delle attività
scolastiche: viene elaborato dal Consiglio di Circolo entro il mese di
settembre.
Il
Regolamento d'Istituto
Costituisce
un'appendice della presente carta e viene elaborato e adottato dal Consiglio di
Circolo.
Definisce
modalità di funzionamento degli Organi Collegiali e altre regole della vita
scolastica.
IMPEGNI
DI COLLABORAZIONE DEI GENITORI RELATIVAMENTE AL PROGETTO EDUCATIVO E
DIDATTICO DELLA SCUOLA
La
Scuola ritiene che in un sistema formativo pluriorientato quanto a finalità e
modalità educative (famiglia, agenzie formative private, associazioni,
mass-media etc.) sia indispensabile operare in regime di dialogo e scambio, onde
evitare che i troppi e troppo diversificati modelli presenti nella vita del
ragazzo si configurino oppositivamente, creando disorientamento e forte senso di
incertezza.
La
problematicità "naturale"
del fatto
educativo esclude l'individuazione di
un organo, un'istituzione, un adulto quali
depositari delle
"tavole" della perfetta
educazione e implica, viceversa, la necessità di incontri tra gli adulti per
definire congiuntamente alcuni punti irrinunciabili dell' intervento sui
ragazzi.
I
consigli d'interclasse e le assemblee di classe saranno pertanto i luoghi del più
ampio confronto tra docenti e genitori, per un'attenta definizione
dei comportamenti più congrui rispetto ai principi e alle finalità del
percorso educativo configurato dalle programmazioni di Circolo.
La
presente Carta ritiene semplicemente puntualizzare che:
a)
Il progetto didattico della Scuola e, più in particolare, la programmazione
didattico-educativa di ogni classe, che viene presentata annualmente ai genitori
durante l'assemblea del mese di ottobre, deve trovare nelle famiglie la
collaborazione, il sostegno, l'apporto più adeguato per la sua realizzazione.
b)
Il documento, che prevede anche percorsi differenziati per gli alunni in
difficoltà, costituisce la base del contratto formativo tra scuola e famiglia e
impegna entrambe le istituzioni nel percorso di un intero anno.
c)
L'impegno delle famiglie relativamente
al progetto di cui sopra sarà definito in rapporto a:
-
Svolgimento dei compiti di casa ,con una disciplina che impegni la scuola a
definirne il carico e le modalità di esecuzione e le famiglie ad avere la
giusta attenzione, a curare la responsabilizzazione dei figli in ordine a tale
questione, ad osservarne le modalità di giustificazione nel caso di mancata
esecuzione, etc.
-
Assiduità della frequenza e giustificazione delle assenze.
-
Puntualità e rispetto dell'orario scolastico.
-
Partecipazione agli incontri scuola-famiglia.
- Cura del corredo scolastico di ogni
alunno (quaderni, libri, penne, colori etc.) in rapporto alle attività
giornaliere pubblicizzate dai docenti all'inizio dell'anno scolastico.
-
Cura dell'igiene e degli effetti personali (fazzoletti, salviettine per la
colazione etc.).
-
Rispetto delle scelte
concordate relativamente alla colazione che i bambini consumano durante
l'intervallo.
- Segnalazione (anche riservata) di problemi di salute o personali che richiedano congrui e tempestivi interventi da parte dei docenti e del personale scolastico. Rispetto delle regole di profilassi in caso di malattie infettive.
-
Rispetto degli impegni assunti
opzionalmente in ordine alle iniziative aggiuntive di insegnamento e di
arricchimento dell'offerta formativa.
-Rispetto
e accettazione delle persone dell'ambiente scolastico (compagni, docenti,
bidelli etc.).
-
Educazione degli alunni al rispetto degli ambienti e degli arredi
scolastici ed eventuali conseguenze di una "culpa in educando" che
porti danneggiamento dei beni della scuola.
- Cura dei ritmi regolari di vita che aiutino il bambino ad un pieno benessere psicofisico.
PARTE QUARTA
PROCEDURA
DEI RECLAMI E VALUTAZIONE DEL
SERVIZIO
Le
famiglie degli alunni, i docenti, il personale amministrativo e ausiliario e
tutti coloro che entrano in rapporto con l'istituzione scolastica, possono, in
presenza di disguidi, inconvenienti e problemi, rivolgersi al Capo d'Istituto
per chiedere i chiarimenti del caso, formulare proposte, presentare reclami.
Laddove
il problema riguardi servizi amministrativi o ausiliari, la richiesta di
chiarimenti o il reclamo potrà essere rivolta anche al Responsabile
amministrativo della scuola.
In
particolare:
a)
il Capo d'Istituto, quale garante dei servizi scolastici, interviene ed opera
per chiarire i malintesi, eliminare i disservizi e risolvere i problemi
segnalati, con modalità tendenti a raffreddare i conflitti e a garantire
all'ambiente scolastico un clima di efficienza, correttezza e serenità, secondo
lo spirito del più recente contratto di lavoro per il Comparto Scuola.
La
segnalazione dei problemi deve necessariamente assumere forma scritta quando:
-
si configura quale reclamo;
-
il Capo d'istituto, sentito l'interessato, ritiene invitare alla forma scritta;
-
il problema è di significativa rilevanza.
b)
Tutti i reclami devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del
proponente.
c) La scuola
garantisce risposta tempestiva, entro 48 ore, per le questioni semplici e
risposta scritta, entro 10 giorni, per le problematiche che comportano
un'indagine di merito.
d) Il Capo d’Istituto
curerà la raccolta annuale di tutti i reclami e delle soluzioni adottate e
relazionerà annualmente al Consiglio d’Istituto nel quadro della relazione
generale sulle attività della scuola.
VALUTAZIONE
DEL SERVIZIO
La
scuola si propone l’obiettivo del miglioramento continuo e progressivo del
servizio scolastico attraverso il monitoraggio dei seguenti fattori di qualità:
a)
Grado di soddisfacimento
delle aspettative dell’utenza sul piano amministrativo e didattico;
b)
Efficacia delle attività di recupero e sostegno e loro incidenza sul
terreno della soluzione e su quello degli abbandoni;
c)
Livello di soddisfacimento della domanda di aggiornamento e
riqualificazione professionale degli operatori;
d)
Livelli di rispondenza della
programmazione generale e di classe e capacità degli organismi di adattamento
in itinere alle eventuali nuove esigenze;
e)
Capacità di utilizzazione piena delle risorse finanziarie ( Fondo
istituto, fondi statali su progetti specifici);
f)
Capacità di progettare attività attingendo a fondi statali, regionali,
locali, privati.
g)
Efficienza della rete informativa ( Tempestività nella socializzazione
delle informazioni, nella distribuzione delle circolari, nell’offerta di
attività extrascolastiche da parte di soggetti esterni,etc.).
La presente Carta dei Servizi Scolastici è stata approvata e adottata dal Consiglio di Circolo nella seduta del 2/7/1996.
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Copia integrale della CARTA DEI SERVIZI è depositata presso gli uffici di Segreteria e può essere consultata da chiunque ne fosse interessato. |