LA CARTA DEI SERVIZI

(sintesi del documento)

COS'È - A COSA SERVE

 

               Il presente documento, elaborato e adottato dal Circolo Didattico "Nosside" secondo le direttive del Ministro alla P.I. e conformemente allo schema generale di riferimento definito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto del 7.6. 1995, ha la funzione di definire i principi fondamentali cui la Scuola si ispira e le coordinate dentro cui essa opera, al fine di rendere trasparente, comprensibile, accessibile e condivisibile l'agire istituzionale.

 I principi, i criteri e le regole che nel documento vengono esplicitati costituiscono il quadro di riferimento essenziale per il personale della Scuola, ma rappresentano altresì, per le famiglie degli alunni (l'utenza!), una bussola per orientarsi nella mappa delle azioni scolastiche, per comprendere il senso e la direzione, collaborare alla loro attuazione, valutarne la congruenza e l'efficacia. 

Il PIANO EDUCATIVO D'ISTITUTO, la PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA, i   PROGETTI     EDUCATIVI,  le    PROGRAMMAZIONI DIDATTICHE definiscono concretamente l'orizzonte operativo dei principi enunciati dalla presente Carta, della quale costituiscono altrettanti allegati.

  PRINCIPI FONDAMENTALI  

PREMESSA

  La Carta dei servizi del Circolo ha come fonte d'ispirazione fondamentale gli articoli 3, 33, 34 e 97 della Costituzione italiana.

Essa fa altresì propri i principi indicati dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 7.6.1995,  che nel presente documento vengono concretamente tradotti in criteri-guida, regole e direttive per l'operato scolastico.

 UGUAGLIANZA E IMPARZIALITÀ

 La scuola opera nel pieno rispetto delle diversità individuali, promovendo azioni organizzative, pedagogiche e didattiche per rimuovere condizionamenti negativi e pregiudizi, valorizzando lo scambio, il confronto, la piena accettazione dell'altro.

 Il Circolo ispira inoltre i propri comportamenti al principio di imparzialità e di equità individuando criteri chiari e precisi cui informare l'erogazione del servizio.

 In particolare: 

    

a)      Riserva pari accoglienza a tutti gli alunni che chiedono l'iscrizione alle scuole dell'Infanzia e Primaria, utilizzando, in caso di eccedenza delle richieste, seri, trasparenti e accettabili criteri di non ammissione.

b)   Procede alla formazione delle classi e all'assegnazione ad esse degli alunni secondo criteri che garantiscano l'eterogeneità del gruppo dal punto di vista socio-culturale, razziale e dei sessi.

 c)   Adotta progetti di educazione al rispetto della diversità personale, sociale, culturale, razziale, religiosa.

d)    Attua strategie e programmi di compensazione dello svantaggio socio-culturale, destinandovi le risorse umane disponibili e utilizzando le opportunità offerte dalle norme contro la dispersione scolastica.  

e)     Inserisce nel curricolo contenuti riguardanti la storia e la cultura dei paesi di origine degli alunni stranieri per favorirne il processo di identità e di interazione.

f)      Crea condizioni ambientali e organizzative favorevoli ad una valida integrazione degli alunni portatori di handicap e si adopera per ottenere dalle altre istituzioni (Provveditorato agli Studi, USL, Comune, Regione) interventi atti a facilitarne l'inserimento quali l'abbattimento delle barriere architettoniche, l'équipe multidisciplinare, l'assistenza psicopedagogica e ausiliaria, attrezzature e sussidi.  

g)     Collabora con altre istituzioni ad iniziative riguardanti i minori di un territorio a rischio.  

h)   Mette in atto soluzioni orarie e organizzative che impediscano alla minoranza di alunni non avvalentisi dell'insegnamento della religione cattolica di sentirsi discriminati, adoperandosi altresì perché la permanenza a scuola dei medesimi durante le ore di religione cattolica sia pienamente valorizzata.

i)     Utilizza criteri oggettivi e atteggiamenti imparziali nella valutazione degli alunni.    

j)   Opera una giusta distribuzione delle risorse tra le varie scuole del Circolo e si adopera per l'uguale qualità formativa del servizio al loro interno.  

k)   Definisce in maniera imparziale i carichi di lavoro tra il personale docente, amministrativo ed ausiliario, rifuggendo tuttavia da qualsiasi sciatto egualitarismo e riconoscendo i meriti professionali individuali "obiettivamente" emergenti.

l)    Riserva uguale accoglienza e trattamento a tutti i genitori degli alunni, da cui la scuola esige rispetto delle regole istituzionali. 

DIRITTO DI SCELTA, OBBLIGO SCOLASTICO E FREQUENZA

  Il diritto delle famiglie alla scelta della scuola cui iscrivere i propri figli si esprime compatibilmente con la capienza obiettiva del plesso scolastico e tenendo conto dei vincoli o delle difficoltà oggettive all'istituzione di nuove classi di scuola elementare e di nuove sezioni di scuola materna.

In particolare;

  a)  Nel caso di eccedenza delle domande di iscrizione la scuola utilizza per l'ammissione il criterio della territorialità, dando la precedenza, in stretto ordine preferenziale a:

  - Residenza della famiglia nel territorio della scuola richiesta;

  - Domicilio della famiglia nel territorio della scuola;

  - Presenza, per motivi di lavoro, di uno dei genitori nell'istituzione scolastica   del territorio        

  -   Sede di lavoro di uno dei genitori nel territorio in cui funziona la scuola.

  b) Relativamente alla scuola dell' infanzia fermo restando  il  criterio della territorialità come sopra descritto, all'interno di ognuna delle categorie elencate la precedenza è stabilita in rapporto ai seguenti parametri:  

- Bambini in lista nell'anno scolastico precedente residenti o domiciliati nel territorio della  scuola richiesta;

- Presenza di altri fratelli in atto frequentanti la stessa scuola;

 c) Al fine di un attento controllo dell'assolvimento dell'obbligo scolastico la Scuola, acquisita annualmente la leva degli obbligati, invita le famiglie ad iscrivere i bambini entro i termini prescritti o, in caso di scelta di una scuola diversa, a comunicare il nome della medesima.

 d) La scuola mette in atto iniziative di ogni genere, anche in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune, per aiutare gli alunni con famiglie problematiche ad una frequenza assidua e proficua.

e) L'assolvimento dell'obbligo scolastico  degli alunni con gravi handicap avverrà concordando con le famiglie orari e modalità di frequenza, rendendo compatibili, attraverso una adeguata flessibilità, i tempi della scuola con quelli delle cure e della riabilitazione.

  REGOLARITÀ DEL SERVIZIO

  La scuola crea le condizioni e mette in atto le azioni necessarie a garantire il regolare e pieno svolgimento del servizio in tutti i momenti dell'anno scolastico. In particolare:  

a)    Si impegna verso un'organizzazione che, anche in assenza di docenti o operatori amministrativi, consenta la regolare e qualificata erogazione del servizio;  

b) Rimuove  cause di  eventuali  disservizi se interni all'Amministrazione scolastica e si adopera per la rimozione di essi se dipendenti da soggetti esterni alla Scuola.

In caso di emergenze o situazioni critiche nei servizi di competenza del Comune o di altre Amministrazioni, concorda con gli Organi Collegiali o il Comitato dei genitori eventuali azioni da esperirsi in merito;  

c) Sensibilizza e sollecita le istituzioni che concorrono al governo della scuola. In particolare, si adopera nei confronti dell'Amministrazione comunale perché venga assicurato il servizio ausiliario, di trasporto, di mensa e di manutenzione ordinaria degli edifici, quali condizioni indispensabili per il buon funzionamento della scuola;

d) In caso di scioperi del personale, qualora vi siano adesioni:  

- Informa le famiglie, entro cinque giorni, delle prevedibili modalità di funzionamento del servizio o, in caso di adesione generalizzata, della sospensione dell'attività didattica;  

- Organizza il personale non scioperante in modo da garantire i servizi minimi essenziali.  

e)   In caso di assemblea sindacale informa le famiglie degli alunni tramite avviso scritto sul diario dei medesimi, verificandone la notifica attraverso il controllo della firma di uno dei genitori.  

ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE  

Consapevole che i primi contatti con l'istituzione diventano fondamentali per la percezione che il bambino assume della scuola e di sé scolaro, e al fine di costruire un rapporto di conoscenza, scambio e fiducia con le famiglie, si definiscono le seguenti azioni:

a)  Incontro della Direzione Didattica nel mese di settembre con tutti i genitori delle prime classi in presenza dei docenti delle medesime, per presentare la scuola, la sua organizzazione, le sue scelte di fondo.  

b) L’incontro dei docenti dei singoli moduli didattici con i genitori degli alunni delle prime classi entro i primi quindici giorni di lezioni, per una reciproca conoscenza e per informazioni circa le coordinate di lavoro prescelte.  

c) Attenzione a quanto i genitori ritengono riservatamente segnalare alla scuola circa eventuali problemi, bisogni, atteggiamenti e comportamenti di cui tener necessariamente conto nell'approccio con gli alunni.  

d) Predisposizione di questionari per le famiglie e di adeguate prove di ingresso per gli alunni per conoscere individualmente i medesimi, il loro retroterra di esperienze e conoscenze, le abilità già acquisite, le attitudini, gli interessi e le eventuali difficoltà.  Ciò costituisce la base di partenza per un'adeguata programmazione e per un'appropriata azione didattica ed educativa.  

e) Programmazione di attività che aiutino i bambini ad incontrarsi felicemente con la scuola, ad esprimersi liberamente, ad avere fiducia in se stessi (giochi collettivi, ascolto di fiabe, racconti, attività motorie e musicali ecc).  

f)   Possibilità per i genitori delle prime classi di accompagnare i figli in aula per la prima settimana di lezioni e per i genitori della scuola materna di attardarsi nelle sezioni per il periodo dell'inserimento.  

g)  Provvedimenti atti a favorire l'accoglienza dei bambini con difficoltà conclamate e in particolare:  

-      scelta degli spazi scolastici più facilmente raggiungibili e che presentino le più agevoli condizioni di permanenza;  

-     possibilità per i genitori di accompagnarli fin dentro i locali della scuola per tutto l'anno scolastico;  

-   destinazione di specifiche risorse umane (docenti di sostegno e, ove necessaria, assistenza ausiliaria), uso di sussidi, attrezzature e supporti materiali adeguati

  -  incontro degli operatori scolastici con altri soggetti esterni che provvedono alla riabilitazione o alla cura degli alunni per concordare interventi univocamente orientati e suscettibili di reciproca integrazione;  

  - accurata organizzazione e programmazione delle attività di sostegno all'alunno da parte di tutti i docenti contitolari delle classi in cui l'alunno è inserito.

  h)  Predisposizione di uno spazio per i colloqui individuali dei genitori in orario antimeridiano, compatibilmente con le disponibilità della struttura scolastica.

  PARTECIPAZIONE INFORMAZIONE E TRASPARENZA

  La partecipazione e la trasparenza sono i pilastri di una istituzione realmente democratica, modello che la nostra scuola sceglie per affrontare le sfide del processo di autonomia.

Tali principi trovano più chiara e concreta espressione nelle seguenti direttive:

  a) La partecipazione alla vita della scuola si realizza attraverso i propri Organi Collegiali, la cui istituzione risale al D.P.R. 416 del 31/5/74 e le cui modalità di funzionamento sono definite dal Regolamento di Circolo.

Gli Organi Collegiali della scuola a cui è prevista la partecipazione dei genitori sono:

  - Le Assemblee dei genitori di classe e sezione, di cui fanno parte tutti i genitori della stessa classe;

  - Le Assemblee dei genitori di plesso, cui fanno parte tutti i genitori dello stesso plesso;

  -      I Consigli d'interclasse e d'intersezione, cui partecipa un rappresentante dei genitori di ogni classe e sezione annualmente eletto dagli stessi genitori;

  - Il Comitato dei genitori del plesso e del Circolo, cui fanno parte, rispettivamente, tutti i rappresentanti dei genitori dello stesso plesso e dello stesso Circolo:

  - Il Consiglio di Circolo, cui partecipano otto genitori in rappresentanza di tutti i genitori del Circolo triennalmente eletti dai medesimi;

  b) Al fine di una reale rappresentanza di tutti i genitori, gli eletti nei consigli d'interclasse e di intersezione terranno assemblee di classe nelle giornate immediatamente precedenti le riunioni del Consiglio, discutendo l'ordine del giorno e raccogliendo pareri  proposte e opinioni da portare nell'Organo Collegiale.     

Ciò farà si che i rappresentanti dei genitori, al di là di ogni autoreferenza, siano i portavoce di tutte le famiglie. Successivamente alla riunione i rappresentanti potranno portare a conoscenza di tutti le delibere del Consiglio, utilizzando fogli prestampati redatti dal Segretario dello stesso Organo.  

c)   Il Collegio dei Docenti della scuola primaria e dell'infanzia e il Comitato di valutazione del servizio dei docenti sono Organi Collegiali a carattere tecnico e prevedono la partecipazione dei soli docenti.  

d)    La scuola si impegna a favorire l'informazione tramite la pubblicazione e la affissione in spazi ben visibili dei seguenti documenti, i quali potranno da tutti essere richiesti dietro pagamento del costo della loro duplicazione, pari a 0,10 centesimi per pagina.  

- Carta dei servizi scolastici e Regolamento d'Istituto.

- Piano  educativo  d'istituto,  programmazione  educativa,  progetti, programmazione curricolare: rilasciati a partire dall'assemblea del mese di ottobre.

  e)  La scuola si impegna inoltre ad affiggere nelle proprie bacheche i seguenti atti:

Tabella dell'orario di lavoro dei dipendenti (orario dei docenti; orario, funzioni e dislocazioni  del personale amministrativo, ausiliario);

 f) Sono altresì resi disponibili appositi spazi per le comunicazioni sindacali e dei genitori.

  La Scuola, infine, applica le disposizioni sulla trasparenza dettate dalla legge 241 del 7/8/1990  consentendo l'accesso agli atti scolastici, con le limitazioni previste dalla stessa legge e dalle disposizioni applicative (Decreto Ministero PI. n.60 del 10.1.1996) dietro pagamento di € 0,10 per ogni pagina fotocopiata.

  EFFICIENZA - EFFICACIA - FLESSIBILITÀ

  La Scuola cura l'adeguatezza del servizio rispetto alle sue finalità istituzionali, adottando soluzioni organizzative atte a valorizzare le risorse umane, strutturali e finanziarie e finalizzando le medesime al conseguimento pieno ed efficace degli obiettivi programmati. 

In  particolare: 

- Cura che ogni operatore coinvolto nel progetto complessivo, svolga con diligenza e senso di responsabilità le proprie funzioni ed i propri compiti, avendo sempre presenti le finalità istituzionali della scuola.

- Adotta moduli organizzativi, didattici, amministrativi e ausiliari funzionali agli obiettivi programmati e agli standard di qualità.

- Si adopera per ottenere dalle altre Amministrazioni i supporti necessari alla migliore organizzazione didattica e alla più efficace offerta formativa (mensa, trasporti, struttura, servizi ausiliari). 

-  Definisce gli orari di servizio e di lavoro in funzione alle necessità apertura della scuola e di bisogno dell'utenza. 

- Attua una politica di bilancio improntata alla massima trasparenza e convenienza per la pubblica amministrazione, puntando al totale investimento e al migliore impiego delle risorse finanziare, nel rispetto delle norme vigenti. (Comparazione tra almeno tre offerte, gara in regime di segretezza, qualità dei beni acquistati ecc.)

 LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE

 La libertà d'insegnamento, che trova il suo fondamento nella Costituzione italiana, è intesa quale autonomia didattica e libera espressione culturale del docente.

L'esercizio di essa tende a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni.

 In particolare: 

a) La libertà d'insegnamento all’interno dell'istituzione scolastica si esprime: 

- nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola; 

- nel rispetto della personalità, della coscienza morale e civile dell'alunno e del suo diritto allo studio; 

- all'interno di un'organizzazione collegiale che postula il confronto, lo scambio, la condivisione responsabile e la gestione unitaria del progetto didattico ed educativo adottato dal team dei docenti; 

- nel quadro delle finalità generali, dei compiti e degli obiettivi prescritti dai nazionali programmi 

- in armonia con gli obiettivi della programmazione educativa adottata dal Collegio Docente. 

b) La libertà d'insegnamento, come qualsiasi altra forma di libertà, presuppone per la sua reale espressione la possibilità di opzione tra alternative possibili ed implica, pertanto, la conoscenza e il continuo aggiornamento in ordine alle teorie psico-pedagogiche, alla ricerca disciplinare, alle metodologie e tecniche didattiche, alle problematiche relazionali. 

c)  La Scuola, cui compete una attenta e qualificata risposta alla istanze di miglioramento professionale, concretizza nel PEI la propria politica di "formazione in servizio" del personale, tenendo conto dei bisogni espressi dai docenti, delle innovazioni introdotte dalla riforma dei programmi e degli ordinamenti, degli input provenienti dalla ricerca e dalla sperimentazione. 

Elabora a tal fine il proprio piano annuale o pluriennale di formazione in servizio, ricorrendo ai finanziamenti ministeriali e regionali o utilizzando opportunità formative offerte dall'Amministrazione scolastica, dagli IRRSAE (Istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento), da associazioni professionali e culturali presenti sul territorio.

Nomina un proprio responsabile della formazione.

  PARTE PRIMA

 AREA DIDATTICA 

 FUNZIONE DOCENTE  E PROGETTAZIONE

La funzione docente nella scuola é intesa quale esplicazione essenziale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo all'elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e al]a formazione umana e critica della loro personalità. 

La scuola, utilizzando le competenze professionali presenti al suo interno, le collaborazioni offerte dai genitori e il supporto di altre istituzioni, espleta il proprio compito di istruire e educare secondo le specifiche finalità dei Programmi nazionali. 

In particolare: 

a) la Scuola   dell'Infanzia:

- concorre a promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini dai tre ai sei anni di età, intervenendo sistematicamente per la maturazione della loro identità personale, per la conquista dell'autonomia e per lo sviluppo della competenza dei sistemi simbolico - culturali (Orientamenti Programmatici per la Scuola materna); 

- pone al centro dell'esperienza scolastica il bambino e utilizza quale modalità di intervento l'attività ad esso più confacente, ossia il gioco in tutte le sue forme ed espressioni; 

-    parte dall'esperienza personale e dai vissuti propri di ogni bambino per arricchire il percorso di crescita ed aiutarlo a superare difficoltà di ordine personale e sociale con cui egli dovesse presentarsi a scuola;

- opera nel rispetto degli Orientamenti programmatici del 1991; 

b) la Scuola Primaria

- ha come fine la formazione dell'uomo e del cittadino, come compito specifico l'alfabetizzazione culturale e, quale impegno essenziale, l'educazione alla convivenza democratica;

- svolge il proprio compito modulando sull'età degli alunni e sulle loro caratteristiche il proprio intervento, le proprie metodologie e strategie didattiche ed educative; 

- ritiene essenziali le dimensioni costruttive e socializzanti dei processi didattici;

- mette in campo le proprie risorse perché ogni alunno raggiunga il "proprio massimo" e possa vivere l'esperienza scolastica con serenità; 

- opera per costruire il senso dell'impegno attivo e costante, individuando e persistendo nelle azioni di responsabilizzazione degli allievi anche tramite il coinvolgimento delle famiglie; 

- attua un'organizzazione didattica e oraria che rispetti i principi di igiene mentale e fisica e il tempo di vita extrascolastica dei ragazzi: 

c) Responsabili dei progetti educativi per entrambe le scuole sono i Collegi docenti.

Tali Organi programmano annualmente l'azione didattica ed educativa, il piano per la continuità con le altre scuole, il proprio calendario di attività e il proprio piano di formazione professionale. 

d) La complessità della funzione docente e i nuovi compiti ad essa connessi sollecitano il protagonismo e una nuova qualità dell'impegno del corpo docente, chiamato a contribuire attivamente alla definizione delle scelte educative, culturali ed organizzative.

A tal fine vengono formati  gruppi di lavoro e commissioni interne ai Collegi Docenti con specifica responsabilità progettuale, di studio e di lavoro in ordine ai seguenti ambiti: 

e)     L'attività di progettazione da parte dei docenti di entrambe le scuole si esprime ai seguenti livelli:

 Programmazione educativa. 

  É un documento elaborato e adottato dal Collegio dei docenti relativamente a: 

-   analisi delle condizioni, delle dinamiche dei fattori e dei contesti da cui scaturiscono i bisogni formativi; 

-  articolazione delle risposte che la scuola intende prospettare in termini di obiettivi; 

- percorsi formativi attraverso cui perseguire gli obiettivi. 

I percorsi vengono poi concretamente tradotti in azioni formative e didattiche attraverso i progetti educativi e la programmazione curriculare e didattica. 

 Progetti educativi

Sono predisposti dal Circolo  e hanno quali tempi di realizzazione l'intero corso primario. 

Essi vertono su tematiche di grande rilievo come la salute, l'identità, la diversità personale, sociale, culturale e razziale, le regole e la sicurezza stradale, l'ambiente, ecc. 

Programmazione didattica 

Elaborata dai docenti delle classi parallele del Circolo per la parte curriculare (obiettivi e contenuti) e dai docenti dello stesso team di modulo per la parte organizzativa ed operativa (metodologie, tecniche didattiche, orari, unitarietà, individualizzazione ecc.), essa traccia i percorsi didattici   della classe cui si riferisce, adattando ai vari gruppi di livello e ai singoli alunni l'azione didattica.

Viene verificata in itinere e riadeguata in rapporto alle situazioni concrete che si vanno determinando. 

Giacché tratta specificamente anche dei percorsi di singoli alunni, di cui analizza situazioni e problemi, essa viene consegnata in fotocopia, su richiesta, solo relativamente alla parte curriculare. 

Oltre ai documenti di cui sopra, la Scuola elabora

Il Piano Educativo d'Istituto 

É il documento che contiene le scelte culturali, educative ed organizzative della Scuola, i criteri di uso delle risorse e il piano annuale delle attività scolastiche: viene elaborato dal Consiglio di Circolo entro il mese di settembre. 

Il Regolamento d'Istituto 

Costituisce un'appendice della presente carta e viene elaborato e adottato dal Consiglio di Circolo.

Definisce modalità di funzionamento degli Organi Collegiali e altre regole della vita scolastica.

IMPEGNI DI COLLABORAZIONE DEI GENITORI  RELATIVAMENTE AL PROGETTO EDUCATIVO E DIDATTICO DELLA SCUOLA

La Scuola ritiene che in un sistema formativo pluriorientato quanto a finalità e modalità educative (famiglia, agenzie formative private, associazioni, mass-media etc.) sia indispensabile operare in regime di dialogo e scambio, onde evitare che i troppi e troppo diversificati modelli presenti nella vita del ragazzo si configurino oppositivamente, creando disorientamento e forte senso di incertezza. 

La problematicità  "naturale" del   fatto   educativo esclude l'individuazione di  un organo,  un'istituzione,   un adulto  quali depositari    delle "tavole"  della perfetta educazione e implica, viceversa, la necessità di incontri tra gli adulti per definire congiuntamente alcuni punti irrinunciabili dell' intervento sui ragazzi.

I consigli d'interclasse e le assemblee di classe saranno pertanto i luoghi del più ampio confronto tra docenti e genitori, per un'attenta definizione dei comportamenti più congrui rispetto ai principi e alle finalità del percorso educativo configurato dalle programmazioni di Circolo. 

La presente Carta ritiene semplicemente puntualizzare che: 

a) Il progetto didattico della Scuola e, più in particolare, la programmazione didattico-educativa di ogni classe, che viene presentata annualmente ai genitori durante l'assemblea del mese di ottobre, deve trovare nelle famiglie la collaborazione, il sostegno, l'apporto più adeguato per la sua realizzazione. 

b) Il documento, che prevede anche percorsi differenziati per gli alunni in difficoltà, costituisce la base del contratto formativo tra scuola e famiglia e impegna entrambe le istituzioni nel percorso di un intero anno. 

c) L'impegno delle famiglie relativamente al progetto di cui sopra sarà definito in rapporto a: 

PARTE QUARTA

PROCEDURA DEI RECLAMI  E VALUTAZIONE DEL SERVIZIO

  PROCEDURA DEI RECLAMI 

Le famiglie degli alunni, i docenti, il personale amministrativo e ausiliario e tutti coloro che entrano in rapporto con l'istituzione scolastica, possono, in presenza di disguidi, inconvenienti e problemi, rivolgersi al Capo d'Istituto per chiedere i chiarimenti del caso, formulare proposte, presentare reclami.

Laddove il problema riguardi servizi amministrativi o ausiliari, la richiesta di chiarimenti o il reclamo potrà essere rivolta anche al Responsabile amministrativo della scuola.

In particolare: 

a) il Capo d'Istituto, quale garante dei servizi scolastici, interviene ed opera per chiarire i malintesi, eliminare i disservizi e risolvere i problemi segnalati, con modalità tendenti a raffreddare i conflitti e a garantire all'ambiente scolastico un clima di efficienza, correttezza e serenità, secondo lo spirito del più recente contratto di lavoro per il Comparto Scuola.

La segnalazione dei problemi deve necessariamente assumere forma scritta quando: 

- si configura quale reclamo; 

- il Capo d'istituto, sentito l'interessato, ritiene invitare alla forma scritta; 

- il problema è di significativa rilevanza. 

b) Tutti i reclami devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente. 

c) La scuola garantisce risposta tempestiva, entro 48 ore, per le questioni semplici e risposta scritta, entro 10 giorni, per le problematiche che comportano un'indagine di merito. 

d) Il Capo d’Istituto curerà la raccolta annuale di tutti i reclami e delle soluzioni adottate e relazionerà annualmente al Consiglio d’Istituto nel quadro della relazione generale sulle attività della scuola. 

VALUTAZIONE DEL SERVIZIO 

La scuola si propone l’obiettivo del miglioramento continuo e progressivo del servizio scolastico attraverso il monitoraggio dei seguenti fattori di qualità: 

a)       Grado di soddisfacimento delle aspettative dell’utenza sul piano amministrativo e didattico; 

b)      Efficacia delle attività di recupero e sostegno e loro incidenza sul terreno della soluzione e su quello degli  abbandoni; 

c)       Livello di soddisfacimento della domanda di aggiornamento e riqualificazione professionale degli operatori; 

d)      Livelli di rispondenza  della programmazione generale e di classe e capacità degli organismi di adattamento in itinere alle eventuali nuove esigenze; 

e)      Capacità di utilizzazione piena delle risorse finanziarie ( Fondo istituto, fondi statali su progetti specifici); 

f)        Capacità di progettare attività attingendo a fondi statali, regionali, locali, privati. 

g)      Efficienza della rete informativa ( Tempestività nella socializzazione delle informazioni, nella distribuzione delle circolari, nell’offerta di attività extrascolastiche da parte di soggetti esterni,etc.). 

La presente Carta dei Servizi Scolastici  è stata approvata e adottata dal Consiglio di Circolo nella seduta del 2/7/1996.


Copia integrale della CARTA DEI SERVIZI  è depositata presso gli  uffici di  Segreteria può essere consultata da chiunque ne fosse interessato.